3 ottobre 2014

E’ ancora “questione rifiuti” ma in Terra dei Fuochi c’è una “felice” eccezione: Optima ne discute con Antonio Diana di Erreplast

 



Imprenditori e lavoratori, giovani e adulti, intellettuali e artisti, politici, uomini e donne.

Insieme alla ricerca di una nuova mappa per il presente e il futuro del

Paese. Per uscire da una crisi che è economica, sociale e culturale. Il

quinto laboratorio nazionale di LoppianoLab punta su relazioni, lavoro

e cultura per rispondere alle domande del nostro tempo e guardare con

speranza al domani. Dibattiti, workshop, tavole rotonde su: cultura e

formazione, economia e impresa, legalità e cittadinanza attiva.

 

Loppiano lab
3-5 ottobre


IL DENARO 24-30 Marzo 2001
 
Erreplast: le bottiglie diventano poliestere

 

La Erreplast di Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta, trasforma i contenitori in pet per liquidi (le bottiglie in plastica) in scaglie. Queste possono essere utilizzate per la produzione di fiocco in poliestere impiegato in edilizia, nell’industria dell’auto e in quella tessile.
 L’iniziativa, fra le più avanzate in Campania, si deve ad Antonio Diana, già impegnato nel settore dei servizi per il riciclaggio della plastica e delle costruzioni. E’ un caso esemplare nella quasi totale assenza di iniziative volte a incoraggiare il riciclaggio industriale.
 Nel ’99 l’imprenditore casertano sigla un’intesa con il Commissariato per l’emergenza rifiuti della Regione Campania che inserisce l’attività di riciclaggio del pet nel proprio piano di smaltimento rifiuti. Successivamente la neonata società Erreplast sigla un accordo con il Corepla (Consorzio per il recupero della plastica) da cui si assicura la fornitura di materia prima.
 Le bottiglie di plastica vengono selezionate e rilavorate, macinate e lavate. Le scaglie, dopo una fase di essiccamento vengono ancora triturate. Poi si passa alla fase di omogeneizzazione e stoccaggio.
 Erreplast oggi ha trenta dipendenti. Ha raggiunto un buon utilizzo degli impianti – circa 10mila tonnellate annue – e prevede un fatturato di 12 miliardi circa. L’impresa ha ottenuto le certificazioni Iso 9001 e 14001, ma si propone di continuare a investire in tecnologie e formazione.
 Obiettivo: far crescere le vendite all’estero, oggi pari al 30 per cento della produzione e destinate in Europa dell’Est e Cina.